SOLO ALLENARSI.. A VOLTE NON BASTA!!!

SOLO ALLENARSI.. A VOLTE NON BASTA!!!

11/02/2010 - Scritto da: Davide Nappo - letto 1667 volte

  

A PASSO AMPIO (Rubrica a cura del Ft. Davide Nappo)

Nella rubrica di questo mese parleremo dell'ampiezza del passo nella corsa; fattore limitante per molti e di grande qualità per altri

Capita spesso di vedere atleti stanchi, con le gambe inchiodate, affidarsi ad un passo breve e rapido che li porti fino al traguardo limitando il più possibile i danni; al contrario, è altrettanto facile vedere che, quando i ritmi sono già alti e le frequenze elevate, l'atleta che è in grado di fare la differenza è quello che riesce ad aumentare anche l'ampiezza del passo con forza e fluidità.

È ovvio che per incrementare l'ampiezza è necessario spingere di più e l'azione deve concentrarsi sull'allungare lo spazio percorso nella fase di volo, senza aumentare le oscillazioni verticali che porterebbero ad una corsa “saltata”.

Per ottenere questo obiettivo e poter mantenere fluidità senza perdere in frequenza, sono necessarie due importantissime qualità: la forza e l'elasticità dei muscoli adduttori dell'anca.
Questi muscoli hanno il braccio di leva più favorevole in estensione, quando l'anca è flessa, e diventano i maggiori flessori quando l'anca è estesa: in pratica servono a invertire il movimento quando ci troviamo con l'arto inferiore ai due estremi del passo.

Se gli adduttori sono troppo rigidi, l'atleta farà fatica ad aumentare l'ampiezza, se invece sono ben estensibili, ma deboli, anche se c'è spinta, non c'è modo di mantenere altrettanto alte le frequenze all'aumentare dell'ampiezza.

Una regola generale, che ovviamente va calibrata sul singolo atleta, dice che è sempre più economico, dal punto di vista muscolare, sfruttare la frequenza nella resistenza, ma in determinate condizioni di terreno o velocità elevate, l'ideale sarebbe poter mantenere la frequenza ottimale aumentando nel contempo l'ampiezza. Ovviamente, tra il dire e il fare...

Il fattore limitante in questo caso sono molto spesso gli adduttori, muscoli che non si è soliti vedere nel programma di potenziamento specifico dei corridori e, mi risulta, neanche degli sciatori.

Dal punto di vista pratico è importante, quindi, utilizzare esercizi di allungamento dei muscoli adduttori come l'affondo o la divaricata frontale, da inserire con cautela dopo gli allenamenti meno impegnativi.
Non bisogna trascurare di svilupparne al contempo la forza nelle sedute di potenziamento con esercizi specifici oppure in maniera elastica tramite l'uso di balzi e corsa ampia in salita.

...Ah, dimenticavo, BUONA STAGIONE 2010 A TUTTI!

Per chi volesse delucidazioni o avesse curiosità sull'argomento trattato può scrivere a nappo.fisio@fastwebnet.it


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